Le cose mi cadono dalle mani

Fuoco, dentro. Le cose

Mi cadono dalle mani.

Non riesco ad afferrarle.

Lo spazio si apre infinito

 

E mi fa sentire piccolo.

Il tempo si allarga in due

Direzioni e mi lascia

Senza fiato a percorrerlo

 

In entrambi i lati. Scrivere

E’ diventato un rituale, uno

Scongiuro. Per non perdere

Le sensazioni che ho da te.

 

Non è bellezza, non è armonia.

Non mi seduci. Ma mi parli.

Scopro cosa ti piace. Ti seguo.

Voglio vivere e percorrere quel

 

Frammento di strada. Devo

Sentire. Voglio sapere. Riesco

A ritrovarmi dopo aver

Fatto tacere la mia voce

 

Per ascoltarti. Ti osservavo

E mi dimenticavo di me.

Chi ti parla? Chi ti guarda,

Allora? Ti meriti un amore.

 

Anche uno di quelli silenziosi.

Ma io ho indizi, non certezze.

Li seguirò, ti cercherò

Per trovarmi. Voglio fare

 

Un esperimento. Essere te

Quando mi inchioda Dio.

Smettere di accordarmi

A non esistere per paura.

 

Se paura è. Come vedi,

Il mio solito metodo è

La deduzione, per quelle

Sensazioni prive di tracce.

 

Non importa cosa è stato.

Ho solo cercato con tutte

Le mie forze di distruggere

I giochi più sporchi, quelli

 

Basati sul guardarmi come

Cosa e farmi reagire come

Cosa. Vi accuso: vi vedo.

Tu sei innocente. Quando

 

Parli, parli di te. Affermi,

Non indichi. Voglio essere

Pronto, quando saremo

Entrambi sulle stesse

 

Coordinate di spazio e

Tempo, a esserci, con te.

Finora è stato facile

Scomparire. Ma tu,

 

Tu mi meriti intero.

 

 

07/06/2023

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