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Visualizzazione dei post da maggio, 2023

E' Sera e c'è Ancora Luce

E’ sera, e c’è ancora luce Fuori. Eco lontana di un cane, Che muta ritmo ma si mantiene Monotona. Attendo la notte.   La notte mi parla. Tu allora diventi Più grande. Non sei più dentro, ora, Sei attorno. Mi avvolgi. Mi riscaldi. Sospiro. Rilasso il mio corpo.   Ma non è ancora quell’ora. Ascolto i miei movimenti, le dita Sulla carta, i piedi sul marmo. Ho Un corpo. Sono composto di   Sangue. Se tu mi cercassi ora. Eppure sei attorno a me. La tua essenza mi avvolge, il tuo Senso, e mi chiedo come fai   Ad essere in due luoghi, uno dei Quali non conosco, nello stesso Momento. Quanto a me, freno la Scrittura per ascoltare quello   Che mi detti. Dalla finestra di casa Tua si vede il sole che crolla e ti Cede il suo spazio. Dove sei nella Tua vita terrena, invece? Triplice   Presenza: nell’aria, attorno a me e Dove non so. Mi accontento delle Prime due versioni di te. Ma è la terza La spina che m...

Come in un Sogno

Come in un sogno. Mi ritrovo ad Avanzare un passo dopo l’altro Quasi a tastoni. Avanzo Verso te, o forse sei tu a venirmi   Incontro? Forse si tratta di una Illusione ottica, forse è una Coincidenza, magari fosse Sincronia: due battute   Nello spazio che si incrociano. Due volti, occhi, gambe, braccia, Spalle. Un ritmo, un altro, è lo stesso. E’ come se tu stessi esplorando   Mentre io, curioso,   ma soprattutto Follemente calmo, ti proteggo girandoti Attorno quasi a tracciare uno scongiuro, Un segno d’altri tempi, mentre   Il mondo attorno a noi si sfalda Per troppa lotta, e per stanchezza. Pausa. Ieri notte ho incontrato Un uomo che era come bambino.   Ripeteva le mie parole come per Cercare un dialogo forse impossibile Nella sua mente, o forse per Un rituale d’abitudine. Gli ho   Augurato buona sorte, lasciandolo Salire sul suo autobus che lo Avrebbe portato lontano. Ci sono Persone c...

Frammento XXV

  ………………………………… ………………………………… ………………. Contro un netto rifiuto Di sottostare a un senso predeterminato.   Visioni di te, sottopelle ed eteree, Si producono a macchia di leopardo Nella mia realtà, adesso, un’ora fa, Ieri. La mia vita quotidiana si   Snoda come per un complotto ordìto Da un Potere o una civiltà nera Come il petrolio. Ma in quegli istanti Prendo vita alla bocca dello stomaco,   Alla gola. Sospiro. Ed è tutta la mia Interiorità che improvvisamente Si sveglia e dà segni di vita. Esisto. Poi mi perdo nel mondo. Parlo,   Osservo, sento, so che è solo l’inizio. Ho provato rimorso in questi giorni. Chiedere a te, come da sempre in versi, E’ un mero retaggio del passato.   Tu meriti più Stupore. Chi mi legge, Qualcosa di nuovo. E anche io, Dall’altrove in cui mi spingi, Fino a farmi diventare doppio;   Eppure è antico questo desiderio Che l’altro ci cambi, ci muti, Ci trasfiguri. M...

Una mattina qualsiasi, dopo la fine di una guerra

Quasi le undici di mattina. Una mattina Qualsiasi, dopo la fine di una guerra. Una Guerra silenziosa, che si è combattuta Da qualche parte e che mi vede protagonista.   E’ domenica. Qualche macchina solca la strada, Alcune rare voci di donne e bambini in cortile. Da qualche parte sicuramente qualcuno avrà Fame, qualcuno starà scappando, qualcun altro   Si sta nascondendo. Chi trema, chi si tende, chi Ricorda con nostalgia trattenendo le lacrime. Ieri sera una figura femminile, su un palco, Ha evocato ondate di emozioni. Io ero tra il   Pubblico. All’inizio ero pieno di domande, alla Fine ero pieno di sensazioni. Una sigaretta Dietro l’altra, whisky vero (o di scena?) Trangugiato mentre la donna cerca le   Parole, i gesti, l’interiorità giusta per quel Momento di sacro terrore, rabbia, dolore, Smarrimento. Io ho vissuto tutto questo con Lei. Il mondo che mi circonda non ne sa niente.   Il mondo che mi circonda non ...

Verdi sono i tuoi passi

Verdi sono i tuoi passi, uno di fronte All’altro, sicuri e lievi come quelli Di un porto che apre il proprio ventre A stranieri e pària provenienti da tutto   Il mondo. Venite e ristoratevi, voi che La polvere non abbandona neppure Sotto gli occhi degli abitanti della città, Quella che incanta e che vi lascia stanchi   Sotto un cielo stellato e una notte in cui Dare un senso ai vostri giorni, tutti uguali Di fatica e solitudine. Indaco sono le tue parole, Un grido lanciato contro gli infiniti   Vuoti che i legàmi, un poco indecisi E un poco machiavellici del vivere Nei consessi umani, ricamano come Onde che si accavallano contro la riva.   Non sarete mai più soli, non sarete mai più Usati, vi muoverete nel mondo alla ricerca Del piacere e non per necessità, solo vincoli Di elezione vi muoveranno alle lacrime   Mentre il Nero Re degli Scacchi si arrocca Per non trasalire di fronte al lungo strascico Della Regi...

E' Morto il Tempo delle Immagini

E’ morto il tempo delle immagini. Due dimensioni non bastano più: Il tempo, la terza direttrice, si confonde Con la profondità, con il calore.   Non riesco ancora a eliminare il Tribunale che sta nella mia testa, Quel consesso di vecchi ossuti o grassi Che in qualche modo sanno vedere   Solo lì dove la mia mano non afferra, E per di più col monocolo, scommettendo Sulle mie scelte e sugli infiniti spilli Divini che squarciano le piante dei   Miei piedi lasciandomi più lento e Difficoltoso il passo. Burroughs provò A lenire il dolore con l’eroina e i Tagli nel tessuto dei propri pensieri.   Io preferisco sostituire i sogni e i loro Invisibili legami con il calore del cuore. Lo affermo a colpi di bastone contro il Selciato sciupato da mille passaggi   Inutili di uomini venuti prima di me A sfaccendare spudorati nel nulla Che è il consesso in cui risiedono: Ho voluto Che il sangue mi scorresse   Nelle ...

Alcune Emozioni Non Hanno Odore

Alcune emozioni non hanno odore, E per questo è così difficile percepirle. Il tardo pomeriggio riuniti attorno a Un fuoco nero e denso, i miei occhi   Hanno quasi preso a lacrimare. Eppure le Schegge che mi uscirono dalle Labbra sottilmente schiuse, Per me apertissime tanto era   La fatica, avevano una urgenza Che mi sento addosso da settimane. Una urgenza che mi lascia spoglio Di fronte a un tribunale intero,   Mentre qualcosa, dentro, continua a Muoversi senza sosta, cerca, rovista, Mette a soqquadro strade e palazzi, Si ritrova a difendere un mondo   Che potrebbe esprimere a breve I primi vagiti, con la chiarezza e La serietà di una cascata priva di Argini. E mi stupisco quando   Un moto del mio animo improvviso Si lascia venire in superficie e quasi Rompe la mia tregua col mondo, In attesa di una nuova furente battaglia.   Alcune ore prima ascoltavo per strada Un busker suonare Where Is My Min...

Ho Trovato nel tuo Essere di Fiamma

Ho trovato, nel tuo essere di fiamma, Qualcosa di me che ancora non so dire. Non so neppure se ci sia sempre stato, O se invece sia qualcosa di nuovo   Che sta fiorendo, mettendo radici e Emanando fragranze a cui rendere Grazie per la delicatezza con la quale Riempiono l’aria. E’ senz’altro   Un fuoco vivo il tuo, che mi fa Desiderare di rinsaldare antichi Legami di elezione cui sono stato Fedele solo in spirito, ma non   In sangue e sudore. Ti ho sognata Mentre sorridevi e ti aprivi, Con un gesto generoso e spontaneo, A ciò che incontri e che rinnovi   Con il tocco delle tue mani, non Create per strappare, e nemmeno per Accartocciare quelle pagine da cui L’inchiostro si riversa sul terreno   Come linfa nuova, ricca e buona. Se vivi dell’energia che emani, Allora spero che un giorno Mi irradierai fino a modificare   La forma del mio dire no. A volte mi domando se sono Veramente io che vivo infa...

Piove Come Quando le Chiatte si Affastellano

  Piove come quando le chiatte Si affastellano sul mare ubriaco Mentre un uomo sul pontile Si arena con in mano una bottiglia   E si domanda: “Com’è possibile Che la troppa abitudine a viaggiare Con la mia mente incontri Il turbinio dell’aria?” Se si destreggiano   Cavalli feroci e tempi nella norma Con cui volare all’impazzata Contro una disperazione che appartiene All’uomo da quando si è svegliato   Da un sogno del futuro, rappreso, Contro voglia, così che le streghe, Quelle che si agitano mentre I loro cultori maledicono le divinità,   Possano riempire di ciò che precede La parola il loro saio rubato a frati Oscenamente grassi e dediti al buon vino E a copulare tra di loro per pura abitudine,   La morte non è nel non essere compresi, Pier Paolo, la morte è in tutti quei piccoli Gesti che compiamo contro noi stessi, Dalle negligenze agli atti di odio veri   E propri. E tu ne sai qualcosa, ...

Ogni Volta che Apro una Porta

Ogni volta che apro una porta Trovo un lungo corridoio Pieno di altre porte. E ognuna conduce a un altro corridoio   Pieno di altre porte. Divino è Questo labirinto di cospirazioni A fare di me ciò che non sono. “Non avere paura di ciò che è   Vibra di fiumi impetuosi” dice Eros vestendo La sua dote spartana. “Vedi, non si tratta Di attraversare quelle stanze in fretta Ma di abitarle con amore”.   Il Minotauro è mio amico. Cieco dalla Nascita, vive di odori, suoni, di ruvido Velluto. Le pareti del labirinto Sono di ambrosia divina. Il tetto   Delle stanze è di legno di Alloro. Il tempo è reversibile, lo si può Percorrere nei due sensi. Spesso Torno al passato per portare   Suoni, riflessi, luci, calore, Per rimediare agli errori, Per togliermi la divisa militare E indossare la tonaca del santo.   Le stagioni Sono regolate da Un albero le cui foglie mutano Di colore e intensità Ogni qualvolta i...

Ti amo perché non voli di notte lontana

Ti amo perché non voli di notte lontana Dal tuo ridente vibrafono d’argento. Ti amo perché non risuoni di metallo E armi da guerra. Ti amo perché   Dividi il mare e mi lasci passare senza Segni di aporie sul collo dolorante. Ti amo perché la strana rabdomante Che si accompagna spesso a te è   Sincronizzata con la divina esperienza Del mondo tattile. Ti amo perché non è Diverso il mio amore da quello di tutti, Eppure ti amo perché il mio amore è   Solo mio. Vivo in un mondo di maschere, E anche io ne sto vestendo una perché Mi piacerebbe con essa ferire, ma la tua Presenza o il tuo ricordo mi salvano   Dal restare schiavo di ciò che indosso Sul volto uso a mille istanze straniere. Forse non ti abbraccerò più, forse Non sarai mai a conoscenza dei   Mille piccoli rivoli di sangue che Conducono a te non appena la tua Immagine compare nel retro del mio Sogno privo di visite e sostegni,   Ma il mio cuore ...

La Ruota Afferra la Clava

La ruota afferra la clava e emana Barconi pieni di ratataplan! e uncinetti. Come depredare un bambino vestito di nero, Intabarrato come una donna afgana:   Istruzione numero uno: Seguirlo in un vicolo ottuso e esecrare I secchi, argentei lucci che risalgono Verso la baita addormentata da poche ore.   Istruzione numero due: Dividere in quattro parti uguali ma non simmetriche Un tarlo di quelli ostinati, che non ti lasciano Dormire, e regalarli al padrone della baita   In modo che gli occhi della dimora si bagnino di locuste. Istruzione numero tre: separare un damerino Dalla sua sicurezza sfrontata e annerirla Con un tappo di sughero bruciato.   Istruzione numero quattro: attendere che le arnie Si raggrumino in incredibili attenzioni E divorino la acuminata sfera del cantante Troppo attento alle pause tra una nota e l’altra.   Il bambino vestito di nero si spoglierà Lasciando intravedere le sue seconde spire Avv...

Un sapore inutile si insinua

  Un sapore inutile si insinua nelle mie Orecchie. Se l’automobile trionfa su un Campo di grano, cosa dire di questo incredibile Aristocratico che alberga nelle mie terga   E si definisce roboante e tellurico? Diamanti e dispense arretreranno soltanto Di fronte a un camion pieno di mosche Mentre i denti battono dal timore   Che una masnada di attrezzi Reclami il proprio posto senza alcuna Pietà. Non sarà forse il caso di azzoppare La cavalla che rientra al galoppo   Mentre un grillo frinisce lezioni d’organo Al calare della nebbia? Non è un caso se Le tensioni alla mia cervicale diminuiscono Mentre la P38 spara indicibili ruberie?   15/02/2023