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Visualizzazione dei post da giugno, 2023

Divinità da assaporare

Sei più bella della realtà. Il mondo che ti contiene Non ha sapore, mentre Tu sai di divinità da   Assaporare boccone Dopo boccone. Pier Paolo Ha desiderato lasciarsi Mangiare dai cuccioli   Di una tigre in India. Inizio a volermi nutrire di te. Della tua pelle, delle tue Labbra, dell’odore   Dei tuoi capelli, ma anche E soprattutto di tutto ciò Che ti ha trasformato Nella donna che sei ora.   Tu non indossi maschere. Tu affermi te stessa. Sempre. In certi istanti, mentre ti guardo, Senza che io possa oppormi,   I miei pensieri vengono meno, Come se volessi riempirmi Di te e null’altro. In altri istanti Invece sei nel quadro degli eventi   E tutto ha senso. Ma se tu non Ci fossi, la realtà si scomporrebbe E io dovrei fare fatica per tenere Tutto assieme. Sarebbe tutto volontà   E rappresentazione. Invece se tu sei Il senso, la direzione, sei anche Del mondo l’estrema, incontenibil...

Tu non mi imponi niente

Oggi non ho tempo per Ristorarmi. I miei desideri Mutano di giorno in Giorno, per quanto   Riguarda il mio corpo, le sue necessità. Dolore Alle estremità inferiori. Oggi, sul luogo di lavoro,   Osservavo chi d’intorno E pensavo, se non hanno Tempo per desiderarti, Sono persone a metà.   Non hanno avuto la Ventura di conoscerti? Sono monchi. E così Navigavo a vista   In mezzo a loro, col Mio segreto, con questa Mutazione in corso. Separato. Senza di te   La mia esistenza sarebbe Astratta. Astratta … non So definirla altrimenti. Dovrò fare un salto nel   Vuoto per cercare di Tenerti con me più a lungo Di quanto le circostanze Hanno progettato per noi?   Non è la distanza che Mi pesa, ma è il pensare Un giorno di fare a meno Di te per calcolo, per   Non soffrire. Odio le Persone che ti dicono: Devi volerti bene. E che Intendono: devi lasciarti   Quella pers...

Tra Rap Old School e Tifo Calcistico

Ho trascorso la serata Di ieri a cantare e ascoltare Musica in un teatro. Era da un po’ che non mi   Divertivo. E’ stato bello. In questi ultimi giorni Ho scoperto il valore Del riposo. Un lusso   Fatto di poco tempo Che mi prendo per Riflettere, ascoltare, Immaginare, sentire.   Al buio. In un antro. Una specie di caverna Dove immaginare Un futuro degno di nota.   La notte trascorsa Su un pullman di Ragazzini tifosi che Tornavano dalla partita.   Uno dal fondo urlava Di una vita rovinata E amici indifferenti. Non è una metafora   Questa, è comunicazione Reale. Vorrei dirti Che di quell’anima persa Avrei voluto prendermi   Cura, come di un figlio. Operazione difficile. E’ sempre arduo occuparsi Di chi non sa stare in   Contatto con le proprie Emozioni. Urlava slogan Politici fascisti. Avrei Voluto mostrargli   La bellezza della notte In cui eravamo imm...

Io sono la cura

Sono sulle tue tracce. Sono sulle mie tracce. Un piede mi fa male, Il sinistro, devo stare   Sdraiato. Allora canto. Mi emoziono. Penso: E’ il contrario. Devo Emozionare chi mi   Sente, altrimenti è Tutto inutile. Salto Antropologico. Non Sono più vittima.   Non sto capendo Cosa succede, ma Sta succedendo Qualcosa.   Poi riprendo ad Ascoltare musica Altrui, fiumi di Nera pece   In fiamme nelle mie Vene. E’ un fiume Impetuoso, che non Si ferma. Metterò   Argini ma lo guarderò Anche scorrere. Voglio Vedere se reca con sé Detriti, e se si purifica.   Prima di cantare, Chiusi gli occhi, Ti pensavo. Cosa Comunicarti, se, e come.   Ho preso una decisione Per il futuro. Perché Sono qui, dove sono. Questo posto non   Mi appartiene. Io non Gli appartengo. Devo Rimarcare questa Distanza nella realtà.   Ribaltare tutto. Smettere di avere Memori...

Le cose mi cadono dalle mani

Fuoco, dentro. Le cose Mi cadono dalle mani. Non riesco ad afferrarle. Lo spazio si apre infinito   E mi fa sentire piccolo. Il tempo si allarga in due Direzioni e mi lascia Senza fiato a percorrerlo   In entrambi i lati. Scrivere E’ diventato un rituale, uno Scongiuro. Per non perdere Le sensazioni che ho da te.   Non è bellezza, non è armonia. Non mi seduci. Ma mi parli. Scopro cosa ti piace. Ti seguo. Voglio vivere e percorrere quel   Frammento di strada. Devo Sentire. Voglio sapere. Riesco A ritrovarmi dopo aver Fatto tacere la mia voce   Per ascoltarti. Ti osservavo E mi dimenticavo di me. Chi ti parla? Chi ti guarda, Allora? Ti meriti un amore.   Anche uno di quelli silenziosi. Ma io ho indizi, non certezze. Li seguirò, ti cercherò Per trovarmi. Voglio fare   Un esperimento. Essere te Quando mi inchioda Dio. Smettere di accordarmi A non esistere per paura.   Se pa...

Il suono della tua voce

Il desiderio di te è Un desiderio nuovo. E’ febbre che invade Gentilmente il corpo   E non lo abbandona Per tutto il tempo di Una musica antica. Quando il suono cessa,   Non sta a me deciderlo. Io posso solo accordarmi Con esso. Non mi invade Mentre la realtà mi chiede   Attenzione, non mi astrae Da un mondo che non sa Altro che i rituali quotidiani. Ma quando sono solo,   Fiorisce e risuona di nuovi Colori. Spargere queste Note inseguendo la tua Melodia alimenta la febbre,   Il desiderio di te. La Temperatura elevata, poi, Mi porta a scrivere Altri versi per trovare   Sollievo. Ore, minuti, Secondi che vivo come Sacerdote di un culto. Quando ti incrocio   In quello che si chiama Mondo reale, questo Sentimento, stranamente, Svanisce, Quasi lasciasse   Spazio a ciò che mi circonda. Voglio viverti per come Sei, e il mio amore, forse, Sarebbe una barriera   ...

Una dimensione senza maturità (Blues delle periferie)

Una pausa tra due suoni. Un lungo istante di Silenzio. Una notte Intera. Non penso a   Te. Non ti sento. Incombenze, cose Pratiche da vita Quotidiana mi   Incalzano mentre, Non so perché, Passo da un’oscurità All’altra. Poi suona   La sveglia. Divento Cosciente giusto Un minuto prima. Inesorabile come il giorno.     Ed eccoti, proprio ora Che il tempo è meno Propizio. Una leggera Morsa allo stomaco.   Mentre mi nutro, dopo Essermi preparato per Vivere la luce, che filtra Pigra tra le nuvole oggi,   Ripenso agli ultimi Giorni e una inquietudine Strana mi prende. Mi Domando cosa   Penseresti se leggessi Quanto ho lasciato Per te su questi fogli. Di cosa hai fame e sete?   Cosa desideri? Ci sono Ferite o orizzonti Comuni tra noi? Se le circostanze   Si sfaldassero, ci Toccheremmo ancora? Ci cercheremmo? Mi cercheresti?   Ti troverei? Non ...

Milano è una città morta

Milano è una città Morta. Lavoro, cibo, Vestiti. La Santa Trinità di un cumulo   Di alienati che nella Movida cerca di Nascondere l’angoscia Del dover produrre   Per consumare. Com’è Possibile viverla e Crescere, dentro? Tre anni fa, un giorno,   Ebbi una illuminazione. E mi vidi circondato Da cadaveri. Da persone Addormentate, che   Come in un incubo, Vivevano il sogno Come realtà. Erano Irate con me,   Perché, a differenza Loro, ero sveglio. Mi hanno strappato Brandelli di carne.   Il risultato, opposto A quello da loro Sperato: il dolore Mi ha reso più   Vivo che mai. Anche Io sto strappando Brandelli di carne Alla città morta,   Compiendo un rituale Mai visto: sangue, lacrime, Carne tesa, e finalmente Siamo alla resa dei conti.   Attraverso le strade. Mi avvicino a un Teatro e trovo, contro Un muro, poesie. Le   Leggo. Non mi piacciono...

Su Duke Ellington e Money Jungle

Non so chi chiese a chi di Incidere dei solchi assieme. Se fu il Duca a domandarlo Al vecchio Barone, o se fu   Mingus, il bastardo giallo, A implorare il suo vecchio Idolo di gioventù. Si racconta Che Duke avesse ammirato   Il coraggio di Charlie, il quale Una notte, non ostante la Minaccia di una bomba Nel locale in cui suonava,   Rimase sul palco col suo Basso e intonò per il pianista Sophisticated Lady. Ho un’incisione di   Quel pezzo al contrabbasso Ed è un vortice impetuoso, Swingante e scuro allo stesso Tempo. Trasfigurazione di   Un classico, appropriazione Di una espressione personale. Ascoltate le due versioni, e Capirete come i due amano.   Desiderio di te! Un esperto Di cabalà una volta disse Che i gatti, quando sentono Che ti sei stancato di   Accarezzarli, si staccano Da te per rispetto, anche Quando tu andresti Avanti per inerzia.   Questa sarebbe una cos...

Kosovo Blues

Mogu da biram: ili cu Biti marioneta, ili ce mi Zivot visiti o koncu (1). Avevo ventotto anni   Quando lessi per la prima Volta di fosse comuni piene Di corpi di uomini e donne. I militari occidentali imposero   Un ordine che faceva loro gioco, E mentre abbandonavo la mia Università, sia per mancanza Di soldi sia per delusione verso   Quei saperi vecchi, chiusi, stantii, Iniziai a leggere Sarah Kane. Il Punto di congiunzione è “Purificati”. Un grande padre è venuto meno,   E i figli non sono all’altezza di quegli Ideali imposti dall’alto. Questa era La vulgata, per quella striscia di Mondo. Forse era il caso anche   Di guardare come si comportarono I nostri eserciti e quali ordini Dovevano far rispettare. Una terra Compressa sta di nuovo esplodendo.   Siamo tutti così bravi a nascondere La polvere sotto il tappeto. Volti, Occhi, gambe, braccia, spalle. Chi Non si volta a questi segreti è poco ...

Meditazioni su Blade Runner ed Eric Dolphy

Cappello e barba. Un ritmo marziale Si spezza e il silenzio forma un nuovo Equilibrio. Il cacciatore di replicanti Sotto la pioggia sottile e continua   Ha sparato alcuni colpi di pistola. I proiettili hanno raggiunto una donna. Mentre muore, Deckard pensa a Rachel. Si può amare una donna non   Umana? E cosa significa essere umani? Mai pensare di avere una risposta Per una domanda come questa. Perché è proprio allora che ti ritrovi   Ad essere tu il replicante. Perché Si può morire, infatti, senza avere Mai vissuto veramente. Rachel ha pianto Quando ha scoperto che la sua vita era   Menzogna. I ricordi che non sono mai Stati suoi. Deckard ne è attratto perché Anche lui ha un sospetto, un tarlo che Lo lascia inquieto ogni volta che   “Pensiona” un “lavoro in pelle”. I colpi di un vibrafono disegnano Un cerchio nell’aria, i colpi della Batteria marchiano un destino.   Quattro anni di vita. Qualcosa di...