Tu non mi imponi niente
Oggi non ho tempo per
Ristorarmi. I miei desideri
Mutano di giorno in
Giorno, per quanto
Riguarda il mio corpo,
le sue necessità. Dolore
Alle estremità inferiori.
Oggi, sul luogo di lavoro,
Osservavo chi d’intorno
E pensavo, se non hanno
Tempo per desiderarti,
Sono persone a metà.
Non hanno avuto la
Ventura di conoscerti?
Sono monchi. E così
Navigavo a vista
In mezzo a loro, col
Mio segreto, con questa
Mutazione in corso.
Separato. Senza di te
La mia esistenza sarebbe
Astratta. Astratta … non
So definirla altrimenti.
Dovrò fare un salto nel
Vuoto per cercare di
Tenerti con me più a lungo
Di quanto le circostanze
Hanno progettato per noi?
Non è la distanza che
Mi pesa, ma è il pensare
Un giorno di fare a meno
Di te per calcolo, per
Non soffrire. Odio le
Persone che ti dicono:
Devi volerti bene. E che
Intendono: devi lasciarti
Quella persona alle spalle.
Come odio chi dice: se soffri
Non è amore. Io non soffro
Per te ora. Ma che ciò che
Incontriamo nella vita, per
Corrisponderci, debba solo
Aumentarci, esponenzialmente,
Quasi la vita fosse Fortnite,
Non lo capisco. Se la tua
Assenza mi mutilasse, sarebbe
Una amatissima assenza.
Stessa cosa per la tua
Eventuale presenza. Non so
Neppure fino a che punto
Ti ho scelta. Fino a che punto
E’ stata una decisione. Tutto
E’ successo. Eppure tutto mi
Corrisponde. Oggi è morta
Una personalità importante.
Ne sono contento. Quell’uomo
Ha separato me dalla mia
Famiglia. Essa lo ha seguito,
E ha quasi preferito lui a me.
L’uomo che ha plasmato
Col proprio desiderio
Brutale di successo, di
Non colpa, di non vissuto,
Di leggerezza, una intera
Nazione. La stessa che ho
Incontrato questo sabato
Per strada, coi cori fascisti
Da stadio. Schermi invasi
Da donne sinuose, da comici
Impotenti contro il potere,
Da informazione da terzo
Mondo. In vent’anni
Quell’uomo ha ridotto
Il cervello dei miei simili,
E quello dei miei cari, in
Poltiglia. Tutto mentre
Ciò che mi nutriva mi
Portava lontano, a te. Non
So neppure cosa provo
In questo istante. Tento
Di spogliarmi di concetti,
E di vivere di sensazioni
Nude. Sei questione di
Vita o di morte, e non
So neppure in che direzione.
Scevro da un qualunque
Progetto, che non sia una
Qualche forma di tua
Crescita, mi sento nudo e
Tremante. Come volevo
Essere da tempo. Perché
E’ la mia condizione
Normale, solo che a volte
Cerco di dimenticarla, per
Non ricordo nemmeno più
Quale motivo. Mancanza
Di abitudine a me stesso,
Suppongo. Ah, ecco! Sono
Le maschere che devo
Indossare ogni giorno
A modificarmi, a mutare
Le sensazioni che ho di me
Stesso! Tu invece, che non
Mi imponi nulla, mi permetti
Ancora una volta di guardarmi,
Ascoltarmi, vedermi. Non so
Ancora quanto manca al nostro
Prossimo incontro …
12/06/2023
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