Alcune Emozioni Non Hanno Odore
Alcune emozioni non hanno odore,
E per questo è così difficile percepirle.
Il tardo pomeriggio riuniti attorno a
Un fuoco nero e denso, i miei occhi
Hanno quasi preso a lacrimare. Eppure le
Schegge che mi uscirono dalle
Labbra sottilmente schiuse,
Per me apertissime tanto era
La fatica, avevano una urgenza
Che mi sento addosso da settimane.
Una urgenza che mi lascia spoglio
Di fronte a un tribunale intero,
Mentre qualcosa, dentro, continua a
Muoversi senza sosta, cerca, rovista,
Mette a soqquadro strade e palazzi,
Si ritrova a difendere un mondo
Che potrebbe esprimere a breve
I primi vagiti, con la chiarezza e
La serietà di una cascata priva di
Argini. E mi stupisco quando
Un moto del mio animo improvviso
Si lascia venire in superficie e quasi
Rompe la mia tregua col mondo,
In attesa di una nuova furente battaglia.
Alcune ore prima ascoltavo per strada
Un busker suonare Where Is My Mind
E improvvisamente un irreprimibile
Nodo sembrava destinato a irrompere
Dalla gola e inondare, anch’esso cascata,
L’intera piazza cittadina che mi trovavo
Ad attraversare. Ti ho avuta con me per
Ore, addirittura giorni, perché quando non ci sei,
Sei presenza, gentile – mi lasci anche
Riposare a occuparmi d’altro – e collassando
Sulle note di quella chitarra hai provocato
Un desiderio di liberazione dalla
Serietà e dal decoro che il mondo piccolo
O alto borghese che ho attorno
Richiede ad ogni occasione. Amo
Dunque chi sa giocare, perché
Avrebbe trasformato quel grumo, che
Mi sono visto costretto a lasciare svanire,
In uno stormo di uccelli alti nel cielo,
Capaci di fondersi con le nubi
In una unica coscienza, o, forse, in un
Infinito battito cosmico. Il basso archettato
Di David Izenzon mi riporta alla realtà,
Ma che cos’è, la realtà? Sono le bacchette
Che percuotono i piatti, un mondo
Di pelli e tamburi, una dura onda
Sonora, un incanto di note di contralto,
La voce di un muezzin, trasfigurata.
Diversa è la stagione che si va ad aprire
Ora, torrida come un fantasma, interrotta
Da sparsi sfoghi del cielo. Non so che sarà
Delle emozioni che pure mi agitano
E vivono, non conosco ancora il loro
Scopo e, non del tutto, il loro linguaggio.
Sentirsi vivo ed essere rapito sono
Un’unica cosa. Io è un altro diceva
Rimbaud. Io è altrove, suggerisco.
Queste ore che ho sacrificato sul tuo
Altare, componendo queste note,
Divine, non saranno perdute.
26/05/2023
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