Come in un Sogno

Come in un sogno. Mi ritrovo ad

Avanzare un passo dopo l’altro

Quasi a tastoni. Avanzo

Verso te, o forse sei tu a venirmi

 

Incontro? Forse si tratta di una

Illusione ottica, forse è una

Coincidenza, magari fosse

Sincronia: due battute

 

Nello spazio che si incrociano.

Due volti, occhi, gambe, braccia,

Spalle. Un ritmo, un altro, è lo stesso.

E’ come se tu stessi esplorando

 

Mentre io, curioso,  ma soprattutto

Follemente calmo, ti proteggo girandoti

Attorno quasi a tracciare uno scongiuro,

Un segno d’altri tempi, mentre

 

Il mondo attorno a noi si sfalda

Per troppa lotta, e per stanchezza.

Pausa. Ieri notte ho incontrato

Un uomo che era come bambino.

 

Ripeteva le mie parole come per

Cercare un dialogo forse impossibile

Nella sua mente, o forse per

Un rituale d’abitudine. Gli ho

 

Augurato buona sorte, lasciandolo

Salire sul suo autobus che lo

Avrebbe portato lontano. Ci sono

Persone così, che hanno paura

 

Di ciò che è grande e bello, dopo aver

Avuto paura di qualcosa di terribile

Dentro o fuori da sé, e si

Rimpiccioliscono. Non ti conoscono,

 

Forse. Sei diventata più sottile, ora,

Mentre mille febbri, nessuna simile

Alla precedente, si muovono come i

Graffi delle pellicole di Brakhage.

.

Pioggia leggera, un mondo emerge

E un altro svanisce. Volevo mutare,

E invece è la realtà esterna ad essere

Cambiata. Il mio desiderio ha scelto

 

Di lasciarmi come su un trampolino

E mentre la lunga scala scompare

Nel vuoto posso tuffarmi come Klein.

Il blu con cui sei dipinta è colore di

 

Proprietà quasi tattili, ed è solo

Per questo che voglio sfiorarti

Lievemente come certe immagini

Dei film di Tarkovskij. Solo che non

 

Seguirò il suo monito. Non ho paura

Di scoprirmi duplice. Lo so già, l’ho

Scritto, cantato, ridetto. Dovrai toccare

Due uomini la prossima volta, se ci

 

Sarà una prossima volta. Parlare a

Due desideri. O forse la nota

Che emana la tua presenza riesce

A mettere in accordo perfetto i miei

 

Due umori, mentre sostituisci

Il tuo ricordo precedente in me con

Uno nuovo, preghiera

O meditazione per i giorni in cui

 

Sei assente ed io vivo meno. Amerei

Parlarti pronunciando il tuo nome,

Anche senza renderti consapevole

Dell’universo che mi smuovi,

 

Anche senza intessere strategie

Per portarti in un tempio dove essere

Di tre, io duplice come sai, e tu unica,

Unità. Amerei parlarti tutti i giorni.

 

Inventerei argomenti e motivi,

Canterei e suonerei per regalarti

Qualcosa che ami e ancora non

Indovino, ma soprattutto

 

Ti farei domande e ascolterei le tue

risposte. Il puro suono sempre cercato.

Potrei dar via tutto ciò che ho

Accumulato alla voce: “musica”.

 

La tua presenza mi basterebbe

Per sempre. Per sempre. Parole

Come Ora, Adesso, Infinito, sembrano

Accordarsi a ciò che emani.

 

In attesa di un tuo apparire, correggo

Quello che scriveva Nietzsche.

Tu mi hai guardato, ma non sapendo

Ancora cosa hai visto, sento, per

 

Tutto un lunghissimo movimento

Curvo e dolente, di esistere

Senza sapere chi sono.

Vorrei essere anche i tuoi occhi.

 

31/5/2023

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