Ti amo perché non voli di notte lontana
Ti amo perché non voli di notte lontana
Dal tuo ridente vibrafono d’argento.
Ti amo perché non risuoni di metallo
E armi da guerra. Ti amo perché
Dividi il mare e mi lasci passare senza
Segni di aporie sul collo dolorante.
Ti amo perché la strana rabdomante
Che si accompagna spesso a te è
Sincronizzata con la divina esperienza
Del mondo tattile. Ti amo perché non è
Diverso il mio amore da quello di tutti,
Eppure ti amo perché il mio amore è
Solo mio. Vivo in un mondo di maschere,
E anche io ne sto vestendo una perché
Mi piacerebbe con essa ferire, ma la tua
Presenza o il tuo ricordo mi salvano
Dal restare schiavo di ciò che indosso
Sul volto uso a mille istanze straniere.
Forse non ti abbraccerò più, forse
Non sarai mai a conoscenza dei
Mille piccoli rivoli di sangue che
Conducono a te non appena la tua
Immagine compare nel retro del mio
Sogno privo di visite e sostegni,
Ma il mio cuore trabocca di una sostanza
Pura, e se potessi, se il mondo e tu me lo
Permetteste, ti innalzerei un altare fatto dei
Libri che hai amato, delle musiche che
Ti hanno fatto piangere o consolata,
Dei quadri che in qualche modo non
Ti hanno lasciata indifferente mentre
Il mondo, in fiamme, richiedeva
Come sempre la tua attenzione. E io,
sacerdote di questo tempio mobile,
Mollerei gli ormeggi della mia zattera
Di salvezza e mi recherei ovunque
Lo spazio e il tempo, e non i desideri
Umani, mi porterebbero, con te nel cuore,
Che mi sei cresciuta dentro piano come
Una magnolia di cui ho faticato a
Indovinare inizialmente forma e senso.
Muta per sempre il motivo ornamentale
Del mio ponte, lascia che come vaso sia
Riempito di tuoi lievi sorrisi a farmi sobbalzare,
E fai sì che le ferite accumulate nel passato
Non mi facciano temere la tua vista.
Accompagnami ancora per un pezzo di strada,
E non lasciarmi distrarre da coltelli e grammatiche.
21/05/2023
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