Verdi sono i tuoi passi

Verdi sono i tuoi passi, uno di fronte

All’altro, sicuri e lievi come quelli

Di un porto che apre il proprio ventre

A stranieri e pària provenienti da tutto

 

Il mondo. Venite e ristoratevi, voi che

La polvere non abbandona neppure

Sotto gli occhi degli abitanti della città,

Quella che incanta e che vi lascia stanchi

 

Sotto un cielo stellato e una notte in cui

Dare un senso ai vostri giorni, tutti uguali

Di fatica e solitudine. Indaco sono le tue parole,

Un grido lanciato contro gli infiniti

 

Vuoti che i legàmi, un poco indecisi

E un poco machiavellici del vivere

Nei consessi umani, ricamano come

Onde che si accavallano contro la riva.

 

Non sarete mai più soli, non sarete mai più

Usati, vi muoverete nel mondo alla ricerca

Del piacere e non per necessità, solo vincoli

Di elezione vi muoveranno alle lacrime

 

Mentre il Nero Re degli Scacchi si arrocca

Per non trasalire di fronte al lungo strascico

Della Regina Bianca. Rosse sono le tue risate,

Fuoco che scoppia e arde di nuovi sapori e

 

Scoperte, ponte che trasporta orde di barbari

Nell’universo moribondo dell’ordine.

Se ne sono io la causa, ecco che divento

Fumo denso che si eleva sonoro al cielo,

 

Verso una infinità, una radura boschiva

Piena di frutti dissetanti in questa stagione

Arida e decisa a ristagnare, priva di ideali.

Quando suoni sei viola, come una sacerdotessa

 

Che, incerta ancora dei propri segreti e delle

Magie che officerà in un futuro aprile,

Porta speranza e schegge di bellezza

Spargendo entrambe come mille coriandoli

 

Il giorno di carnevale, parata che si diffonde

Lungo le strade e sortilegio che incanta.

Crisi della civiltà: sei molto più

Grande e affascinante del luogo che ti contiene

 

E ti nutre, ed io, impaziente di ritrovarti, sento

Sulla mia pelle il tepore di tutte le tue sfumature,

Mentre in una mattina di un giorno di festa

Mi intrattengo col tuo ricordo e con note vicine

 

Alla temperatura del sole primaverile. Mi diverto

A mettere assieme parole che ti evochino mentre

Il mondo mi dimentica, forse, privo di poesia.

Ho deviato il corso di un fiume intero per

 

Avvicinarmi a te, ho reso pallido il sole e

Impreziosito di gioielli la luna, mentre

Un canto si leva dalla tua presenza e mi

Raggiunge come una coscienza, come un raggio

 

Di sole. Uno strumento musicale mi ricorda di te,

Sono io a suonarlo dentro questa teoria di ricordi,

E mentre la melodia pare non finire mai, tu,

Lontana, ti riveli ai miei occhi mai sazi della tua

 

Presenza con una luce diafana che mi permette

Di assaporare tutte le sfumature che hai emanato

Nel tempo e nello spazio. Scegli per me il colore

Che ami di più e lascia che io, ora, qui, lo diventi.

 

Voglio assumere la forma che sceglieresti per me,

Diventarne l’essenza e diventare un nuovo miracolo,

Come quando una dissonanza si risolve tra le labbra

E le dita di Bird e lascia estasiato chi ascolta e chi

 

Condivide con lui lo spazio e il tempo del puro suono.

Rendimi immateriale, così che più concreto sia

Il mio passaggio sui sentieri che portano a te.

Lascia poi che ti avvolga e che ricambi il tuo incanto.

 

27/05/2023

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