Kosovo Blues
Mogu da biram: ili cu
Biti marioneta, ili ce mi
Zivot visiti o koncu (1).
Avevo ventotto anni
Quando lessi per la prima
Volta di fosse comuni piene
Di corpi di uomini e donne.
I militari occidentali imposero
Un ordine che faceva loro gioco,
E mentre abbandonavo la mia
Università, sia per mancanza
Di soldi sia per delusione verso
Quei saperi vecchi, chiusi, stantii,
Iniziai a leggere Sarah Kane. Il
Punto di congiunzione è “Purificati”.
Un grande padre è venuto meno,
E i figli non sono all’altezza di quegli
Ideali imposti dall’alto. Questa era
La vulgata, per quella striscia di
Mondo. Forse era il caso anche
Di guardare come si comportarono
I nostri eserciti e quali ordini
Dovevano far rispettare. Una terra
Compressa sta di nuovo esplodendo.
Siamo tutti così bravi a nascondere
La polvere sotto il tappeto. Volti,
Occhi, gambe, braccia, spalle. Chi
Non si volta a questi segreti è poco
Propenso anche a guardare in alto
Verso le stelle, per paura di certi
Cieli notturni pieni di nuvole. Ma
I coperchi sono fatti per saltare,
Al di fuori delle cucine per cui
Sono stati inizialmente progettati.
Toliko silovanja. Mi nismo vodilj
Rat, nego ljubav. (2) E voi pensavate
Di poter mandare quattro soldati
Per sanare un bubbone? Ci vogliono
Medici, come direbbe Camus, non
Armi e disciplina. Siete passati
Casa per casa per raccogliere tutte
Le armi a disposizione dei civili,
Avete fotografato tutte le fosse coi
Cadaveri dentro, avete imposto un
Ordine e una democrazia dall’alto
Perché sarebbe stato troppo lungo
E struggente ascoltare ogni singolo
Cuore. Il risultato è ora davanti a voi,
Anche se voi non vi fermate a
Guardare, a sentire, a sospirare.
Il tanfo di quei corpi ora vi
Raggiunge. Di più: è voi.
Forse non è possibile sanare intere
Nazioni ferite, ma è sempre possibile
Percorrere la strada di Nabokov.
Se solo non esistessero le nazioni!
Muoversi come se non vi fosse
Una strada di casa, fino a quando
Uno sfiorarsi o un richiamo
Del sangue – Krv nije voda.
Medutim, takav je od davnina nas
Sistem navodnjavanja zemlje! (3) -
Risveglierà, assieme a ferite antiche
O fresche, anche necessità
Improcrastinabili. Una mano che
Accarezza, una tenerezza nuova,
Strana all’inizio, e infine qualche
Segno che la vita sta andando
Avanti, e che è il momento di lasciare
Scorrere il passato, come è capitato
Al sangue. Ho trascorso tutta la notte
A maturare questi versi, dopo aver
Letto, ieri, l’unico giornale nel mio
Paese che ha raccontato con un poco
Di prospettiva i fatti dello scorso
Fine settimana. Quella storia passata
Mi scava dentro, mentre lascio dietro
Di me la mia famiglia infelice,
Quasi bosniaca, e provo un leggero
Brivido sotto la pelle. Il piccolo
Luogo in cui vivo non è tanto diverso
Da Belgrado o Pristina. Anche qui si
Tagliano ponti, si vivono emozioni
Che ne nascondono altre, si chiudono
Orizzonti. Quando cammino per
La strada e incrocio padroni di cani,
Ragazzi con la musica alta nei cellulari,
Quando vedo chi sorbisce un caffè
O una birra nei dehors, piccoli e chiusi,
Penso a quanto ho fatto bene a non
Mettere radici né qui né altrove
Nel mondo che conosco.
Sento il canto dell’altrove, un luogo
Forse tutto da costruire ancora.
Schegge di melodie, salvate da
Bombardamenti e cani bavosi
Sulle mie tracce. Radi licne
Sigurnosti gradana, ogranicena
Je sloboda misljenja (4). Solo che
A mio modesto avviso,
Non c’è differenza tra una restrizione
Imposta, come nella Ex-Jugoslavia,
E una cercata, come in Italia. Se non
Vedete già il sangue scorrere,
Questo è un problema vostro, non mio.
O meglio, è anche un problema mio.
Perché la vostra ignavia ha un effetto
Anche sulla mia esistenza.
Si propaga e mi limita, si schianta nel
Giardino della mia casa e fa nascere
Erbacce e propagare strani animali.
E’ il vostro giardino surrealista,
Ma di un surrealismo selvaggio,
Disordinato, cattivo. E se scrivo, è
Anche per riprendermi tutto ciò
Che mi spetta di diritto, tutto
Quello che il mio cuore ordinatore
Mi impone di rendere visibile a un
Mondo che vive di confusione
E paura. Dovete reimparare a guardare …
02/06/2023
(1) Ho una scelta: o sarò una marionetta o la mia vita sarà appesa a un filo (Radomir Jovanovic)
(2) Quanti stupri. Non abbiamo fatto la guerra, ma l’amore (ibid.)
(3) Il sangue non è acqua. Tuttavia questo è il nostro sistema di irrigazione dai tempi antichi (ibid.)
(4) Per motivi di sicurezza, la libertà di pensiero è stata ristretta (Aleksandar Cotic)
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