Su Duke Ellington e Money Jungle
Non so chi chiese a chi di
Incidere dei solchi assieme.
Se fu il Duca a domandarlo
Al vecchio Barone, o se fu
Mingus, il bastardo giallo,
A implorare il suo vecchio
Idolo di gioventù. Si racconta
Che Duke avesse ammirato
Il coraggio di Charlie, il quale
Una notte, non ostante la
Minaccia di una bomba
Nel locale in cui suonava,
Rimase sul palco col suo
Basso e intonò per il pianista
Sophisticated Lady.
Ho un’incisione di
Quel pezzo al contrabbasso
Ed è un vortice impetuoso,
Swingante e scuro allo stesso
Tempo. Trasfigurazione di
Un classico, appropriazione
Di una espressione personale.
Ascoltate le due versioni, e
Capirete come i due amano.
Desiderio di te! Un esperto
Di cabalà una volta disse
Che i gatti, quando sentono
Che ti sei stancato di
Accarezzarli, si staccano
Da te per rispetto, anche
Quando tu andresti
Avanti per inerzia.
Questa sarebbe una cosa
Che separa gli umani dagli
Animali, e che mette questi
Ultimi su un piano superiore.
Già ti vedo accarezzare
Uno di questi animali,
I miei preferiti, rossiccio,
- Non so neanch’io perché
Lo immagino così. Lui
A un dato momento si
Allontana sinuoso mentre
Tu allunghi Il braccio verso
Di lui. “No, perché?”, dici
Sorridendo. Segue la mia
spiegazione. “Un esperto
Di cabalà una volta disse … “.
Ti immagino divertita.
Due notti fa mi sono svegliato.
Era notte fonda. Tu non c’eri.
Nemmeno come desiderio
Ti ho cercata un poco, poi ti
Ho lasciata andare. Mi sono
Riaddormentato.Di nuovo
Sveglio, guardo l’ora.
Le cinque. Avevo tutto un
Lungo lasso di tempo per te.
Ma io non voglio averti nella
Mia mente, bensì nella realtà.
Voglio averti! E intendo:
Nella mia esistenza. Come
Presenza. Di te ho bisogno!
Del tuo sangue, Non della tua
Carne. La tua Bellezza è
Un segno, non un destino,
Per quanto distinguere
Tra l’uno e l’altro
A tratti mi annoi mortalmente.
Non sono quelle distanze
Che in qualche modo
Possono essere ricondotte
A una qualche forma di
Sconvenienza sociale
A creare una inibizione.
Io ascolto le emozioni.
Vorrei dare, non prendere.
Vorrei darti, non prenderti.
Già la tua naturalezza quando
Mi avvicini è appagante.
Come una brezza d’estate,
Quando il caldo lascia
Il posto al sollievo e, tutt’uno
Con l’aria, si respira lievemente.
Di quel disco, con Duke e
Mingus, mi colpisce quanto
Tellurico sia l’attacco del
Piano in quasi tutti i brani,
E come, sia in Money Jungle
Che In Fleurette Africane,
Le note in coda siano come
Un lento allontanarsi dalla
Musica fatto forse di un
Rammarico che sfida i
Miei occhi. Per non parlare
Dei toni, a volte cupi,
Di Caravan. Mingus fu
Pagato per la sessione, ma
I diritti e le royalties
Andarono tutti al Duca.
Il quale non fu minacciato
Con un coltello come Shafi
Hadi, eppure il contatto
Col proprio mito
Fu per Ming traumatico,
Immagino. Soldi. Senza,
Potremmo forse misurare
In altro modo il nostro valore.
Non esistessero, si amerebbero
Le persone in quanto persone,
E non come cose da possedere.
Forse, se mi leggessi priva di
Incombenze pratiche, capiresti
Cosa sento e perché. Fino ad
Allora, temo la lingua non mi
Aiuterebbe. Vivere in una
Civiltà basata sui soldi è
La cosa peggiore che
Potesse capitare a entrambi.
Amerei sapere se e quali
Effetti tutto ciò ha su
Di te, ed eventualmente
Indicarti un’altra strada.
Anni fa vidi in un cinema
Un film di Garrel, nel quale
Un uomo dice alla donna che
Ama: Noi (sessantottini) siamo
L’ultima generazione a parlare
D’amore. Perché, ti spiego,
allora si credeva in un oceano
di possibilità, che tu forse
Ancora vedi, come lo sento io.
Di lì a poco quel mare si sarebbe
Ritirato. L’eroina, i manganelli,
La morale borghese che nascondeva
Una rapace avidità avrebbero vinto.
E io, che ho intravisto cosa era e
Cosa è stato, provo come primo
Desiderio parlare di nuovo d’amore,
Come se si potesse viaggiare
Nel tempo e riportare qualcosa
Da allora qui, nel presente. Tu, in
Qualche oscuro modo, mi
Riporti a quel mondo, alla sua
Essenza. Sento senza averne
Certezza che quell’essenza è la mia,
E che tu sei fatta della stessa sua
Sostanza. Metafore. “La caratteristica
Fondamentale della metafora è
Che è reale”. Forse un giorno
Leggerai queste note, e sentirai
Qualcosa come solo tu puoi
Sentire. Sarebbe bello avere,
Dalle tue labbra, una qualche
Restituzione di ciò che provi.
Allora, forse, inizierei a
Creare, e non sulla carta.
Un giorno, non più
Ignara, saresti consapevole
Ispirazione per me.
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